Rifornire il mercato cinese, ma anche le esportazioni, oltre a rafforzare competenze e capacità di ricerca e sviluppo nel settore dell’automotive. È questo l’obiettivo dell’accordo da 1 miliardo di dollari firmato dal gruppo automobilistico Stellantis, nato dalla fusione tra l’italo-statunitense FCA e la francese PSA, e il partner cinese di lunga data Dongfeng.
Dongfeng è uno dei quattro grandi conglomerati automobilistici statali cinesi, insieme a SAIC Motor, FAW Group e Changan Automobile. L’accordo con Dongfeng segue l’annuncio dell’avvio della produzione congiunta in Europa tra Stellantis e il partner cinese Leapmotor nello stabilimento di Zaragoza, in Spagna.
L’accordo prevede la produzione di veicoli a marchio Peugeot e Jeep in Cina, lasciando intendere una futura espansione della cooperazione. Nello specifico, l’accordo equivale a un investimento complessivo di circa 1 miliardo di euro, con un contributo previsto di circa 130 milioni di euro da parte di Stellantis.
Le aziende hanno affermato che l’iniziativa sarà supportata dalle politiche industriali della provincia di Hubei e della città di Wuhan.
L’accordo, volto a rifornire sia il mercato cinese sia le esportazioni, rientra nella nuova strategia a lungo termine di Stellantis, che l’amministratore delegato Antonio Filosa presenterà il 21 maggio.
“Con oltre 30 anni di collaborazione e una comprovata esperienza nel settore automobilistico, Stellantis e Dongfeng sono pronte a sfruttare ulteriormente i propri punti di forza e a lanciare veicoli completamente nuovi con tecnologie elettriche all’avanguardia, firmati da marchi apprezzati e stimati dai clienti di tutto il mondo”, ha dichiarato Antonio Filosa, CEO di Stellantis, in una nota. “Siamo entusiasti di questo progetto e di collaborare ancora di più in futuro”, ha aggiunto.
“Attraverso la firma di questo accordo di cooperazione strategica, integrando i punti di forza industriali dell’Hubei, i vantaggi della presenza globale di Stellantis e le tecnologie intelligenti per veicoli elettrici di Dongfeng, è stato tracciato un nuovo percorso caratterizzato da punti di forza complementari e risultati vantaggiosi per tutte le parti coinvolte”, ha affermato da parte sua il presidente del Gruppo Dongfeng, Qing Yang. “Ciò – ha aggiunto – darà senza dubbio un forte impulso alla trasformazione di DPCA”.
L’accordo sottolinea l’impegno di Stellantis a riposizionarsi nel più grande mercato automobilistico del mondo, a rivalutare le opzioni produttive e a spianare la strada a una possibile ulteriore cooperazione al di fuori della Cina.
Stellantis e Dongfeng hanno inoltre firmato un accordo strategico non vincolante “per rafforzare ulteriormente la loro cooperazione sfruttando le dimensioni, le competenze e le capacità di ricerca e sviluppo di entrambe le parti nel settore”, si legge sempre nel comunicato.
I tentativi “cinesi” di produrre direttamente in Europa
Grazie a un’ondata di importazioni, le vendite di auto cinesi sono aumentate vertiginosamente in tutta Europa. Nei primi tre mesi dell’anno hanno rappresentato l’8,6% del mercato dell’Europa occidentale, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto sottolineato al Guardian da Matthias Schmidt, analista del settore automobilistico con sede a Berlino.
Secondo un’analisi di Rhodium Group (società statunitense di ricerca specializzata in economia globale, Cina e commercio internazionale) dello scorso aprile, il successo delle esportazioni di automobili cinesi si è verificato nonostante i dazi compensativi imposti dall’UE sui veicoli elettrici a batteria (BEV) di produzione cinese, in vigore dall’ottobre 2024. Sebbene tali misure abbiano brevemente rallentato le esportazioni alla fine del 2024, le spedizioni sono poi tornate ai livelli precedenti all’introduzione dei dazi. A gennaio, del resto, la Commissione europea ha pubblicato una guida per consentire agli esportatori cinesi di presentare offerte di “price undertaking”, cioè impegni volontari a vendere nell’UE sopra un prezzo minimo d’importazione in cambio dell’esenzione dai dazi compensativi.
Ora, però, le case automobilistiche cinesi si stanno muovendo per sfruttare la capacità produttiva in gran parte sottoutilizzata in Europa, accelerare la produzione locale e sostenere l’espansione all’interno del blocco UE, facendo leva sulla crisi del comparto in Europa.
L’accordo con Dongfeng segue l’annuncio dell’avvio della produzione congiunta in Europa tra Stellantis e il partner cinese Leapmotor nello stabilimento di Zaragoza, in Spagna, mostrando come le aziende occidentali siano ora spinte a cooperare con i rivali cinesi nel tentativo di tenere il passo con i rapidi progressi di Pechino nello sviluppo di software, batterie e sistemi per veicoli autonomi, necessari per la transizione globale verso i veicoli elettrici. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Stellantis sarebbe in trattative separate con Dongfeng in merito all’utilizzo della capacità produttiva inutilizzata del suo stabilimento di Rennes, in Francia.
Una strategia di questo tipo, sempre secondo l’analisi del Financial Times, sfrutta i costi inferiori e la tecnologia avanzata della Cina, ma rischia di erodere la quota di mercato delle fabbriche in altre parti del mondo.
Un altro colosso cinese, BYD, sarebbe in trattative con la stessa Stellantis e con altre case automobilistiche per acquisire i loro stabilimenti europei nell’ambito del suo piano di espansione internazionale. Ad ammetterlo, secondo quanto riportato da Bloomberg News, è stata Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, che, a margine di un evento a Londra, ha precisato: “Non stiamo parlando solo con Stellantis, ma anche con altre aziende”. “Stiamo cercando qualsiasi impianto disponibile in Europa perché vogliamo utilizzare questo tipo di capacità produttiva inutilizzata”, ha affermato.
L’anno scorso BYD è diventata il più grande venditore di veicoli elettrici al mondo, ma i suoi utili sono crollati a causa della debole domanda interna, spingendola a cercare mercati più ampi all’estero. L’azienda sta già costruendo un proprio stabilimento a Szeged, in Ungheria, la cui apertura è prevista per il 2027.

